VISITA ALLA VILLA DEI CAPOLAVORI

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La Fondazione Magnani Rocca – a pochi chilometri da Parma – ci accoglie in una giornata d’estate dove tutto sembra addormentato dentro ad una campagna silenziosa, spoglia e dorata nel grano appena mietuto.

ascolta il reportage

 

La grande villa impera sul parco circostante dove alti cedri fanno da gendarmi, e una piccola vasca raccoglie le ninfee che volteggiano con la forza dell’acqua che muove il fondale.

Il caffè letterario è ancora chiuso per ferie, ma le cicale continuano il loro incessante concerto nel prato, e i pavoni si rincorrono come in amore, mentre vasi con limoni posti all’ingresso offrono i loro caldi profumi.

La Fondazione all’interno della propria collezione permanente ospita la mostra Cézanne Morandi – aperta fino al 10 settembre 2017 – dove l’opera Baigneurs, olio su tela del 1890-94, prestata dal Museo Puškin di Mosca fa da regina nell’ultima delle tre sale allestite con altre opere di importanti pittori moderni; tra cui Morandi, prediletto da Luigi Magnani artefice della Fondazione.

L’opera di Cézanne, propone delle figure maschili che si articolano geometricamente in una simmetria di corrispondenze che coinvolge la natura stessa.

Mentre i dipinti di Morandi, dai toni sabbiosi e mai vivi, ci portano ad una lettura dell’impressionismo francese attraverso un file rouge con lo stesso Cézanne.

In questo continuo riammirare l’opera dei due maestri, ci coglie la curiosità di visitare anche le opere della collezione che si pongono al visitatore con grande riservo, quasi volessero lasciare il palcoscenico ai loro nuovi ospiti (Cézanne e Morandi).

Incantevole la Madonna col Bambino (1495) di Albrecht Dürer, dove l’incisività del segno é così fine da esaltare l’intera scena.

Sublime invece l’opera Falaises à Purville sole is levant (1897) di Claude Monet, dove il cielo penetra nel promontorio e scende dentro al mare per poi sconfinare in una spiaggia pennellata di rosa

All’uscita ci fanno da “scudieri” i due affreschi posti al lato dell’ingresso, splendidi “capricci” di Giovanbattista Tiepolo che provengono da Venezia.

Tempo di andare, mentre le ninfee si aprono alla giornata che continua, l’ultimo dei gatti nati ci accompagna all’uscita – tutto si ricompone in quella campagna assolata che ci ha accolti solo all’alba.


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